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TOMCAT

Certamente il caccia su allarme più efficace mai realizzato, l'F-14 è l'unico aereo al mondo in grado di attaccare con larga autonomia una serie di obbiettivi differenti, dagli incursori supersonici ad alta quota ai missili di crociera a bassa quota. Sono ora allo studio motori più potenti, per conferire al Tomcat dell'US Navy prestazioni ancora più brillanti.

L'F-14 fu progettato per sostituire il MC Donnell Douglas F-4 Phantom II, anch'esso tra i più grandi caccia di tutti i tempi.
Il nuovo aereo doveva essere in grado di mantenere la superiorità della Marina Americana di fronte agli impressionanti progressi tecnologici degli aerei da combattimento sovietici. Era neccessario che avvesse una grande autonomia e doveva essere idoneo alle missioni d'attacco, sia come caccia di scorta sia come piattaforma di lancio armi aria-terra.



La prima proposta della Mc Donnell Douglas fu il "Missileer" con missili aria-aria a lungo raggio e un sistema radar molto sofisticato, ma si rivelò incompatibile con le capacità tecnologiche dell'epoca.
Tante industrie presentarono vari progetti finchè nel 1969 fu scelto quello della Grumman e il prototipo del nuovo intercettore fu presentato nel 1970 con nome YF-14A.

Il caccia venne simpaticamente rinominato Tom's Cat (il gatto di tom), questo in onore dei due ammiragli che avevano tenacemente creduto al progetto Thomas Connolly e Thomas Moorer.

Il prototipo fu collaudato il 21 dicembre nel 1970 esi schiantò al suo secondo volo il 30 dicembre a causa di una perdita di potenza del sistema di governo. Fortunatamente i due piloti riuscirono ad eiettarsi, ma del prototipo rimase solo un mucchio di rottami. Solo dopo 12 prototipi, nel maggio del 1971 venne ordinata la produzione di 26 F-14.

Il Tomcat diventò effettivamente operativo nel settembre del 1974 quando venne imbarcato sulla portaerei nucleare Enterprise.

Nel suo progetto di base il Tomcat è un biposto in tandem, potenziato da due turboventole da 9.480 Kg di spinta con post brucaiatore, con doppia deriva verticale, ali a geometria variabile, prese d'aria a geometria variabile, caratterizzato dalla presenza di due piccole alette triangolari annegate nella parte anteriore delle semiali, che si estraggono alle alte velocità.
Tutto il complesso ali – prese d'aria – alette è governato in maniera automatica dal computer di volo: una soluzione avanzatissima per l'epoca.

Ma la geometria variabile e le potenti turboventole a basso consumo sono solo una parte della magnificenza dell'F-14, ciò che lo rende veramente unico infatti sono l'avionica e l'impianto radar.

Il radar Hughes AWG-9, che può funzionare sia a impulsi semplici sia a impulsi doppler, è in grado di controllare 24 bersagli contemporaneamente, mentre un computer pianifica attacchi contro 6 di essi. Può localizzare bersagli della grandezza di un bombardiere a 315 Km di distanza, caccia a 215 Km e piccoli missili da crociera a oltre 120 Km.
Complementare al radar, vi è poi un sistema di localizzazione all'infrarosso.

Il missile aria-aria Hughes AIM-54 Phoenix da possibilità di attacco contro qualsiasi bersaglio volante, in ogni condizione di tempo e a distanze incredibili. Oltre al Phoenix, vi sono in aggiunta i missili AIM-7 Sparrow a medio raggio, radar guidato e AIM-9 Sidewinder con guida ll'infrarosso e raggio d'azione relativamente corto. Inoltre troviamo il cannoncino rotativo M61.
L'armamento normale comprende 2 Phoenix, 2 Sparrow e 2 Sidewinder. La media dei Phoenix che colpiscono il bersaglio è dell'84 %, pertanto la combinazione del radar AWG-9 e del Phoenix pone il caccia F-14 al di sopra di ogni altro.

Purtroppo anche il Tomcat ha il suo rovescio della medaglia: gli mancano infatti accelerazione, velocità di salita e prestazioni di virata di alcuni caccia apparsi ultimamente, ma la sua velocità massima è comunque superata solo da pochissimi.

L'US Navy ordinò in tutto 557 F-14A Tomcat, inclusi i 12 prototipi, che in pochi anni sostituirono tutti i Phantom sulle portaerei dell'US Navy.

Nel 1980 una cinquantina di Tomcat furono modificati per montare sotto la parte posteriore della fusoliera un pod TARPS che conteneva un set di apparecchiature per la foto-ricognizione e un data link per la trasmissione in tempo reale delle immagini a terra. Gli aerei TARPS conservavano pienamente le capacità operative.

Nel 1981 i motori TF30 furono sostituiti dai GE F101/DFE che si rivelarono strepitosi, successivamente furono montati gli F110 ancora più affidabili(1986) e il caccia fu chiamato F14-A.

Questi nuovi Tomcat vennero armati con i nuovi AIM-54C, versione digitale del missile Phoenix, che ne migliorava le prestazioni e in particolare la capacità di ingaggiare bersagli veloci e molto manovrabili.
Anche l'avionica necessitava un aggiornamento, divenne così tutta digitale e nacque l'F14-D, battezzato "Super Tomcat" con un nuovo eccezzionale radar: l' APG-71 .
Il nuovo Super Tomcat diventò operativo alla fine del 1990.

Quando l'Unione Sovietica cessò di esistere, il Tomcat era diventato inutile, le sue missioni non erano più neccessarie e mantenerlo in servizio, risultava inutilmente troppo costoso. Quando i Tomcat più vecchi cominciarono a mostrare i loro acciacchi, furono destinati subito al cimitero degli elefanti e anche i favolosi missili Phoenix, ormai vecchi, vennero ritirati dall'operatività per ragioni di sicurezza.

Quando ci fu la prima Guerra del Golfo, in seguito all'invasione del Kuwait da parte dell'Irak, con l'operazione Desert Storm i caccia irakeni furono in buona parte distrutti dai bombardamenti sugli aeroporti, quelli che si salvarono si rifugiarono in Iran e i Tomcat rimasero disoccupati.
La guerra si trasformò in una serie di bombardamenti e i Tomcat, incapaci di sganciare una sola bomba, risultavano ancora una volta una spesa superflua, solo gli F-14 TARPS risultarono utilissimi volando numerose sortite di ricognizione.

Il Tomcat venne sostituito con un caccia pienamente multiruolo, già disponibile: l'F/A-18 Hornet.
Questa decisione non fu condivisa da gran parte dei vertici dell'US Navy, che non solo cercarono di difendere il Tomcat, ma richiesero con insistenza la produzione di un nuovo lotto di F-14D, richiesta definitivamente respinta.

Nel 1992 i Tomcat esistenti venivano adattati al trasporto di 4 bombe di 500 Kg o 1000 Kg, negli anni successivi vennero abilitati a sganciare bombe a guida-laser, con un pilone subalare che consentiva navigazione a bassissima quota, attacco diurno/notturno, illuminazione laser e navigazione GPS. Era nato così nel 1996 il "Bombcat".
I “Bombcat” si sono rivelati una piattaforma d'attacco eccellente, sotto molti aspetti superiore agli Hornet per capacità di carico bellico, velocità, raggio d'azione e precisione. In migliaia di missioni hanno colpito con estrema precisione i bersagli, senza nessuna perdita. Nonostante questo il programma di ritiro fu portato avanti.

La radiazione degli ultimi Tomcat è stata anticipata al 2006, mentre inizialmente era prevista per il 2008. I missili Phoenix furono ritirati nel 2004.

Alcuni Tomcat sono ancora in uso in un paese, oggi nemico degli Stati Uniti, l'Iran che è stato l'unico acquirente dell'F-14 Tomcat, dati i suoi costi altissimi.
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